Il datore di lavoro può richiedere la rinuncia dei permessi per allattamento?

Se sei appena diventata mamma e vuoi sapere se hai diritto ai riposi retribuiti per allattamento qui troverai tutte le risposte ai tuoi dubbi.

A tutte le neo mamme, dopo la maternità, spetta l’allattamento che non è altro che una riduzione dell’orario di lavoro fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

Qualche volta dei datori di lavoro poco corretti possono in qualche modo cercare di spingere la lavoratrice a rinunciare all’allattamento.

Questo accade specialmente nelle piccole realtà, in cui il datore di lavoro ha più difficoltà a sostituire la lavoratrice, e cerca di indurla a rinunciare all’ allattamento.

Ma il datore di lavoro può richiedere la rinuncia ai permessi per allattamento?

Prima di rispondere a questa domanda vediamo quante ore di allattamento spettano ed a chi.

Leggi anche il mio post su: Quali sono i diritti di una mamma lavoratrice?

Quante ore di allattamento spettano

I permessi per allattamento sono di:

  • due ore se l’orario giornaliero è pari o superiore alle sei ore;
  • Un’ora se l’orario giornaliero è inferiore alle sei ore;
  • mezz’ora quando la lavoratrice fruisca dell’asilo nido o di altra struttura idonea, istituiti dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa. 

In caso di parto plurimo, i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate anche dal padre. 

A chi spettano i permessi per allattamento

Spettano alla mamma o in alternativa al papà e solo in questi casi:

a) nel caso in cui i figli siano affidati al solo padre;

b) in alternativa alla madre dipendente che non se ne avvalga;

c) nel caso in cui la madre non sia lavoratrice dipendente;

d) in caso di morte o di grave infermità della madre.

Adozione ed affidamento  

La stessa normativa si applica anche in caso di adozione e di affidamento entro il primo anno dall’ingresso del minore nella famiglia. 

È bene specificare però che i permessi per allattamento non sono cumulabili  con il congedo parentale (maternità facoltativa).

Quindi se decidi di usare il congedo parentale ad ore non potrai usufruire dei permessi per allattamento.

Leggi anche il mio post su Cos’è la flessibilità lavorativa e quali sono le tipologie di flessibilità

Il datore di lavoro può chiedere alla lavoratrice di rinunciare ai permessi per l’allattamento?

Le 2 ore di permesso possono essere distribuite in vario modo; ad esempio, il lavoratore può fruirne consecutivamente (ad esempio uscendo in anticipo) oppure spezzarle nell’arco della giornata (un’ora al mattino e una al pomeriggio).

Questa decisione va presa in accordo con il datore di lavoro, il quale non può rifiutarsi di concedere il permesso per allattamento ma può definirne solo le modalità di utilizzo.

Questo significa che se vuoi usufruire dei riposi per allattamento e fai richiesta, il tuo datore di lavoro non può rifiutarsi di concedertelo!

Straordinario durante l’allattamento

Se sei in allattamento le ore in più che fai non saranno riconosciute come straordinario ma come rinuncia alle ore di allattamento stesso se restano all’interno delle due ore (od una) previste per l’allattamento.

Esempio: se hai una turno di 6 ore con l’allattamento ne dovresti lavorare 4. Se un giorno resti a lavoro oltre le 4 ore ma non superi le 6 ore (che corrispondono al tuo normale orario di lavoro senza allattamento) tu stai a tutti gli effetti rinunciando al permesso giornaliero per allattamento! Solo se superi le 6 ore ti verrà riconosciuto lo straordinario.

Come presentare la richiesta

La dipendente deve presentare la richiesta esclusivamente al datore di lavoro.

Alla richiesta va presentato il certificato di nascita del bambino. Se il permesso si richiede in seguito ad un’adozione, bisogna presentare anche una copia del provvedimento di adozione (o affidamento) o di qualsiasi altro documento dell’autorità competente da cui risulti la data di effettivo ingresso del minore in famiglia.

Se è il papà ad usare i permessi per allattamento la domanda deve essere presentata:

  • collegandosi al sito INPS e utilizzando il servizio online accessibile direttamente dal cittadino (purché in possesso del PIN dispositivo);
  • chiamando il contact center multicanale al numero INPS 803 164;
  • rivolgendosi ad un patronato (anche in questo caso è richiesto il PIN dell’INPS).

Spero di esserti stata d’aiuto.