Sapevi che la malattia interrompe la maternità facoltativa?

Se siete in attesa del primo figlio o siete delle neo mamme alla prima esperienza, starete sicuramente raccogliendo ed approfondendo tutte le informazioni sulla maternità, sul congedo parentale, sull’allattamento e chi più ne ha più ne metta.
Mi ricordo che fra i tanti dubbi che ho avuto durante il periodo di maternità uno  riguardava proprio la malattia, la domanda ricorrente che mi facevo era “ma se mi ammalo mentre sono in facoltativa cosa devo fare? devo comunicarlo al datore di lavoro? che indennità mi spetta? Chissà se la malattia interrompe la maternità?”

Prima di dare una risposta a queste domande è necessario capire in cosa consiste il congedo parentale (detto anche maternità facoltativa) e che indennizzo si percepisce quando si usufruisce del congedo.

Cos’è la maternità facoltativa (congedo parentele)

Il congedo parentale è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto :

  • ai genitori naturali entro i primi 12 anni di vita del bambino e per un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a 10 mesi;
  • ai genitori adottivi o affidatari, entro i primi 12 anni dall’ingresso del minore nella famiglia, e non oltre il compimento della maggiore età dello stesso.

Il periodo di congedo può essere continuativo o frazionabile.

Il genitore può richiedere il congedo parentale:

  • entro il 6° anno di vita del bambino o dall’inserimento nel nucleo famigliare del minore, percependo un indennizzo pari al 30% della retribuzione media giornaliera.
  • tra i 6 e gli 8 anni di vita del bambino o dell’inserimento nel nucleo famigliare del minore, percependo un un indennizzo pari al 30% della retribuzione media giornaliera se il reddito del genitore è inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione.
  • tra gli 8 ed i 12 anni di vita del bambino o dall’ingresso nel nucleo famigliare del minore ed in questo caso non è previsto l’indennizzo.

Malattia insorta durante il congedo parentale

Durante questo periodo di astensione dal lavoro potrebbe anche capitare che insorga la malattia del genitore in astensione, cosa fare allora in questo caso?
L’INPS ha stabilito che la malattia, documentata e notificata, è neutra ai fini del calcolo del congedo e ne determina la sospensione. In questo modo il congedo parentale riparte al termine delle giornate di malattia, salva diversa indicazione dell’interessato.

Quindi la malattia interrompe il periodo di maternità facoltativa, determinando un duplice effetto:

  • Economico: perchè la malattia insorta durante il congedo viene indennizzata per intero, ove ci siano i presupposti (ed è probabile che l’indennizzo percepito sia superiore a quello previsto per la maternità facoltativa).
  • Slittamento della data di rientro a lavoro: per effetto della malattia, infatti la data di rientro al lavoro può essere posticipata dello stesso numero di giornate in cui si è stati in malattia (ad es. se il rientro dal congedo è previsto per il 7 gennaio e prima di tale data ci si ammala per due giorni è possibile slittare la data del rientro al 9 gennaio).

Malattia insorta dopo il congedo parentale

Se invece la malattia, debitamente notificata e documentata, insorge subito dopo il periodo di congedo parentale senza la ripresa dell’attività lavorativa il periodo di protezione assicurativa (60 giorni o 2 mesi) decorre dal giorno successivo alla fine del congedo parentale o di maternità ed è configurabile come sospensione del rapporto.

Attenzione però a non usare questa tutela normativa trasformandolo in un abuso. Proprio per evitare situazioni di questo tipo l’INPS, se insorge la malattia a cavallo di periodi di congedo presi frazionatamente, considera nel calcolo del congedo anche le giornate di riposo presenti nell’intervallo.
Se ad esempio la malattia inizia il lunedì successivo al venerdì in cui è terminato il congedo e termina il venerdì immediatamente precedente al lunedì in cui riparte il congedo l’INPS conteggia le domeniche ed i sabati delle due settimane come giorni di congedo.

Quindi evitate di usare stratagemmi per ritardare quanto più possibile la data del rientro.

Conclusioni

Quindi la malattia interrompe la maternità facoltativa, purché sia notificata e documentata. Questo determina uno slittamento della data di rientro al lavoro ed un indennizzo intero delle giornate malattia. Attenzione a non fare un uso scorretto della malattia intervallando periodi di malattia a periodi di congedo frazionato perchè molto probabilmente l’INPS calcolerà questi giorni di intervallo all’interno del periodo di congedo.

Potrebbe anche interessarvi il mio post in cui parlo dei diritti di una mamma lavoratrice.

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