Come risolvere i conflitti sul lavoro? Ecco 6 fasi che ti aiuteranno

Negli affari, nelle relazioni sociali, nella famiglia, in qualsiasi contesto il conflitto è sempre inevitabile, soprattutto quando si è in tanti.

Perché sorgono i conflitti

I conflitti sorgono perché le persone hanno diversi modi di vedere le cose e spesso si fa fatica a trovare un accordo, e questo succede al lavoro e nella vita di tutti i giorni perché i conflitti nascono ovunque.

Se si vuole raggiungere un traguardo bisognerebbe evitare i conflitti, ma sappiamo bene che questo è impossibile.

Il conflitto è molto dannoso per il lavoro di squadra, ed è importante imparare a gestirlo.

Una corretta gestione dei conflitti può effettivamente portare a una situazione vantaggiosa per entrambe le parti.

Ma allora come possiamo fare a gestire i conflitti?

Come risolvere i conflitti

Di seguito puoi scoprire un approccio efficace per risolvere i conflitti: si tratta dell’approccio IBR (Interest-Relational Relational) sviluppato da Roger Fisher e William Ury nel loro libro del 1981 Getting to Yes.

Questo approccio sottolinea l’importanza della separazione tra le persone e le loro emozioni dal problema.

Un obiettivo dell’approccio è quello di costruire comprensione e rispetto reciproci rafforzando i legami tra le parti, perché questo può aiutare a risolvere i conflitti in modo armonioso.

6 fasi per risolvere i conflitti

L’approccio suggerisce una procedura in 6 fasi per la risoluzione dei conflitti:


Fase 1: dai priorità ai buoni rapporti

Prima di affrontare il problema o addirittura di iniziare la discussione, bisogna sempre valutare che il conflitto può portare a un problema reciproco ed ad una completa chiusura che si risolve solo attraverso ulteriori negoziazioni.

Perché allungare i tempi?

Se da subito abbiamo un approccio aperto sicuramente sarà più semplice raggiungere un risultato che metta d’accordo tutti.


È facile trascurare la causa del conflitto e puntare il dito verso chi ha opinioni diverse, ma con una tale mentalità, è probabile che si incolpi piuttosto che ascoltare gli altri e non si riesca a riconoscere completamente il problema. Questo può minare le buone relazioni ed aggravare il problema.

Esempio: prima della discussione, sottolinea che il problema non è mai colpa unicamente di una sola parte. Ognuno è responsabile, ed è importante sottolineare il nostro coinvolgimento nel problema e dichiarare chiaramente che siamo disponibili ad ascoltare le opinioni di tutti piuttosto che accusare gli altri.


Fase 2: le persone non sono la causa del problema

Il problema non è mai unilaterale. È necessario uno sforzo collaborativo.

Ancora più importante è non prenderla sul personale. Ricordati che non stai facendo accuse alle persone ma stai affrontando un problema comune.

Perndere le cose personalmente fa perdere il controllo e le persone diventano irrazionali e trascurano le opinioni altrui. Se perdiamo il controllo non siamo in grado di affrontare correttamente il problema perché non possiamo cogliere un’immagine più completa e chiara del problema stesso.

Esempio: nonostante le opinioni contrastanti, dobbiamo sottolineare che il problema non è il risultato delle persone ma probabilmente delle diverse prospettive per vederlo. Quindi, se proviamo a guardare il problema dal punto di vista dell’altro, possiamo capire perché ci sono opinioni diverse.

Fase 3: ascolta TUTTE le posizioni

È importante NON incolpare gli altri. Chiedi le opinioni di tutti.

È importante far sentire a tutti che contribuiscono alla discussione. Dite loro che il loro coinvolgimento è essenziale per risolvere il problema ed il loro impegno è molto apprezzato.

Se le persone si sentono ascoltate saranno meno aggressive.

Riconoscere ed essere riconosciuti sono ugualmente importanti. Quindi, assicurati che tutti abbiano le stesse opportunità di esprimere le loro opinioni. Inoltre, se le opinioni non vengono trascurate, le persone saranno più ricettive.

Fase 4: Prima ascoltare e poi parlare

Assicurarsi che tutti abbiano ascoltato punti di vista altrui. Può essere fatto parlando a turno e lasciando alla fine la discussione.

Con il cambio di turno, tutti possono finire di parlare e le voci di tutti possono essere ascoltate in modo indiscriminato. Questo può favorire la volontà di ascoltare opinioni opposte. (Leggi anche il mio articolo: Come abbattere le barriere della comunicazione? Ecco gli errori da evitare)

Esempio: possiamo preparare pezzi di carta con numeri diversi scritti su di essi, i membri possono sceglierne uno e parlare in base alla sequenza del numero. Dopo che tutti hanno finito, consiglia a tutti di usare “io” invece di “tu” per evitare che altri pensino che si tratti di un’accusa.

Fase 5: Capire i fatti, quindi affrontare il problema

Elenca TUTTI i fatti prima. Chiedi a tutti di dire quello che sanno sui problemi.

A volte i tuoi fatti sono sconosciuti agli altri, e viceversa gli altri potrebbero sapere qualcosa che noi non sappiamo.

Conoscere tutti gli aspetti potrebbe consentire di capire il nocciolo del problema. Inoltre, diversi fatti noti possono portare ad una diversa percezione della questione. Aiuta anche tutti a capire meglio il problema e alla fine può aiutare a raggiungere una soluzione.

Esempio: mentre ognuno esprime le proprie opinioni, chiedi loro di scrivere tutto ciò che sanno. Non appena tutti hanno finito, si possono elencare tutti i fatti ed aiutare una migliore comprensione del problema.

Fase 6: risolvere il problema insieme

Sapendo cosa pensano tutti, giunge il momento di risolvere il conflitto. Fino a questo punto, tutti hanno avuto la possibilità di capire meglio il problema. Quindi, è il momento di suggerire alcune soluzioni.

(Leggi anche il mio articolo su Quali sono i pregiudizi sulle donne nel lavoro e come superarli)

È importante che non sia un’unica persona a dare tutte le soluzioni.
Questo serve ad evitare che qualcuno abbia l’impressione che le sue opinioni non vengano considerate.

Esempio: dopo la discussione, chiedere a tutti i membri di suggerire eventuali soluzioni e sottolineare che tutte le soluzioni sono benvenute. Dichiarate chiaramente che si sta cercando il migliori risultato per il bene di tutti.

Quindi, valuta le soluzioni e scegli quella che è a favore di tutti.

Seguendo queste 6 fasi sicuramente tutto si risolverà in meno tempo e con maggiore efficacia.